Correzione femorale distale

In molti casi, sia nelle patologie congenite come l’emimelia o in quelle acquisite post-traumatiche, ci si può trovare nella necessità di correggere l’asse femorale nella sua parte distale.
In tale evenienza non è sufficiente una semplice applicazione degli snodi come descritto sopra, perché, nel tentativo di correggere una deviazione, se ne può facilmente produrre un’altra non meno importante.
Vediamo nell’esempio (fig.16)

(Fig. 16)

(Fig. 16)

un valgismo femorale e cosa succede qualora vengano applicati degli snodi in maniera semplice: la risultante è un allineamento dell’asse meccanico ma alterazione dell’asse anatomico femorale con deformità a “mazza da golf” (fig.17).

(Fig. 17)

Ciò perché è stato corretto solo l’asse meccanico del femore, trascurando l’asse anatomico.

 

 

 
Poiché il punto di unione dell’asse meccanico e anatomico si interseca nel centro del ginocchio, qualsiasi correzione di deformità, sia senza, che con allungamento, dovrà essere eseguita applicando gli snodi in tale punto di intersezione degli assi meccanico e anatomico (fig.18).

(Fig. 18)

(Fig. 18)

 

 

 

Nella (fig.19) è mostrata la costruzione meccanica.
Dunque questa tecnica permette non solo una correzione di deviazione assiale, ma anche una traslazione di un segmento.
Si consiglia, per una perfetta applicazione del punto di rotazione, nelle correzioni e traslazioni, di produrre un disegno dell’osso su carta trasparente e, segnato il punto previsto di corticotomia, provare varie volte la correzione, sino ad ottenere un risultato ottimale.

 
Recentemente sono stati introdotti degli snodi sferici che semplificano il montaggio (fig. 19 bis).

 

(Fig. 19-19bis)

(Fig. 19-19bis)