SEMPLICI CORREZIONI DI DEFORMITÀ ANGOLARI

Nello schema della fig.1, si apprezza una correzione angolare di un osso lungo, in cui per motivi congeniti od acquisiti, si è venuto ad alterare l’asse anatomico.

(Fig. 1)

(Fig. 1)

Per una semplice correzione angolare verrà applicato un apparecchio a quattro livelli di fissazione, due al di sopra della deformità e due al di sotto, così da avere una tenuta solida nell’osso.

Praticata una corticotomia all’apice della deformità, si applicano due snodi tra gli anelli intermedi, il cui asse di rotazione sia esattamente perpendicolare al piano della deformità, nel punto della corticotomia dalla parte della convessità (fig.2).

(Fig. 2)

(Fig. 2)

Spingendo progressivamente dal lato opposto, ad un ritmo tale calcolato così da produrre una distrazione tra i monconi ossei nella parte concava di 1/4 di millimetro ogni 6 ore, si ottiene progressivamente la correzione aprendo un cuneo che verrà riempito da nuovo osso formato (fig.3).

 

(Fig. 3)

(Fig. 3)

Con lo stesso montaggio, ma con una diversa applicazione degli snodi, posti allo stesso livello della deformità ma più distanti dall’osso (fig.4), si può ottenere nello stesso tempo della correzione, anche un allungamento del segmento osseo (fig.5).

 

 

 

 

 

(Fig. 4-5-6)

(Fig. 4-5-6)

Tutti i montaggi necessitano di due livelli di fissazione, con il braccio di leva il più lungo possibile, onde sfruttare appieno l’entità della forze applicate.

 

 

 

 

 

Nella fig. 6 si osserva un montaggio adeguato, rispetto a quello della fig.7 che è insufficiente. Altro accorgimento è quello dell’applicazione di fili con “olive”, per evitare scivolamenti parassiti (fig.8).

(Fig. 7-8-9-10)

(Fig. 7-8-9-10)

 

Nella fig. 9 e 10, si mostra cosa può accadere in evenienze post-traumatiche, ove, in seguito a mal consolidazione di frattura, il callo osseo può mascherare la vera deformità angolare.

 

 

 

 

 

Il punto esatto della deformità è dato dall’intersezione degli assi dei segmenti ossei interessati; in tale punto dovranno essere applicati gli snodi per il riallineamento (fig.11 A-B).

(Fig.11a-11b)

(Fig.11a-11b)

 

 

 

 

 

 

 
Se gli snodi fossero applicati a livello della pregressa frattura, si otterrebbe un riallineamento dell’asse ma con indesiderata traslazione (fig.12). Si comprende, dunque, che non è assolutamente importante il luogo di osteotomia, ma dove si applicano gli snodi (fig 13-14-15).

(Fig. 12-13-14-15)

(Fig. 12-13-14-15)