Deformità femore

Femore prossimali: “Ricostruzione dell’anca”

M. A. Catagni

Tale tipo di trattamento viene riservato a pazienti ove, per la giovane età e per il rischio di infezioni (negli esiti di artriti settiche), non possono essere sottoposti a trattamento di sostituzione protesica. La soluzione che può essere presa in considerazione, in tali casi, è quella di una osteotomia di supporto pelvico (Osteotomia valgizzante sottotrocanterica).

Le osteotomie valgizzanti del femore prossimale per supporto pelvico, vennero proposte per la cura dell’ anca instabile ( esiti di lussazione congenita, forme neuromuscolari, esiti di artrite settica), già nella prima metà del secolo scorso (Shanz, Milch , Hass , Charry) 5,6, ma, con l’avvento della protesizzazione, vennero sempre meno considerate.

Con la diffusione della metodica di Ilizarov in occidente, dall’inizio degli anni 80, si rinnovò l’interesse nei confronti delle osteotomie di supporto pelvico. La tecnica di Ilizarov 3,4, consentiva di risolvere i problemi di valgismo del ginocchio e di accorciamento dell’arto, che tali osteotomie determinavano. Ilizarov aggiunse infatti una osteotomia femorale distale per riallineare l’asse meccanico ed eguagliare la lunghezza dell’arto.
Il fine di tali osteotomie è di eliminare il segno di Trendelemburg ,medializzando l’asse di carico dell’arto inferiore e ritensionando la muscolatura pelvitrocanterica , e di migliorare inoltre l’abduzione e l’estensione dell’anca.

Tecnica Chirurgica

 

Valutazione radiografica del bacino in massima adduzione ed in appoggio monopodalico sul lato affetto.. L’angolo di valgizzazione femorale prossimale corrisponde all’angolo di adduzione addizionato di 20°. Il livello di osteotomia corrisponde alla porzione inferiore del forame otturatorio. ( Fig.1).

Il paziente viene posizionato su letto ortopedico con l’arto interessato in massima adduzione. Tre fili di K. di riferimento vengono posizionati in sede paratrocanterica. I due fili più distali perpendicolari all’asse anatomico femorale, il prossimale con angolazione rispetto a questi pari all’angolo di valgizzazione determinato pre operatoriamente.

In corrispondenza dei fili di riferimento prossimale e distale vengono fissate fiches coniche. L’osteotomia viene eseguita con tecnica di perforazioni multiple a livello del filo di K.intermedio.

Le fiches vengono assemblate con due archi di Catagni Cattaneo ( 1, 2 ) che sono posti paralleli , mentre si esegue valgizzazione in sede di osteotomia, con pressione digitale, che consente la traslazione mediale del frammento prossimale e l’ingranamento della corticale laterale nel canale midollare, per garantire una maggiore stabilità. ( Fig.2).

(Fig. 3)

(Fig. 3)

Allo stesso tempo viene eseguita manovra di estensione sui capi di osteotomia, per correggere l’attitudine di flessione. Gli archi vengono connessi con barre filettate, ed il sistema viene connesso ad apparato femorale di Ilizarov modificato ( apparato ibrido) pre assemblato (Fig. 3) , per varizzazione ed allungamento del femore distale. In caso di ipometrie superiori ai 3 cm si applica apparato per allungamento di gamba ( con osteotomia tibiale distale) . Le osteotomie femorale distale e tibiale vengono effettuate con sega di Gigli.

Gli esami radiografici post operatori consentono di controllare la varizzazione femorale distale e l’allungamento compensatorio femorale e tibiale.
La rimozione degli apparati prevede un periodo di tre settimane di sospensione del carico che tutela il processo di consolidazione nelle sua evoluzione finale.