Deformità

Correzione delle deformità con metodo di Ilizarov: applicazione degli snodi

 Maurizio A. Catagni

Allorché si debbano prendere in considerazione i problemi delle deformità degli arti inferiori, primaria importanza deve essere data alla valutazione dell’asse meccanico e dell’allineamento articolare dei segmenti femorale e tibiale, sia nell’età evolutiva che nel periodo adulto.

E’ noto quanto possa influire negativamente sulle cartilagini articolari ogni variazione del fisiologico asse di carico, tanto da produrre una rapida degenerazione con conseguente instaurarsi di artrosi secondaria.

Nella valutazione, quindi, per prima cosa occorre controllare l’allineamento tra centro della testa femorale, spina tibiale mediale e centro della articolazione tibio tarsica. Bisogna poi considerare l’allineamento delle rime articolari del ginocchio e della tibio tarsica. Da recenti studi di Chao et al.(in corso di pubblicazione), è stato rilevato che, in soggetti normali, la rima articolare del ginocchio presenta, rispetto all’asse meccanico del femore, un angolo di 87°(+/-3°), in valgismo, mentre l’articolazione tibio tarsica incrocia l’asse meccanico dell’arto inferiore con un angolo di 90°.

In linea di massima pertanto, tutte le variazioni da tali parametri costituiscono un fattore di “rischio” e devono essere prese in considerazione per una eventuale correzione.

L’introduzione in Italia nel 1981 della metodica di ILIZAROV, ha aperto nuovi orizzonti per quanto riguarda il trattamento delle deformità degli arti e delle articolazioni, sia per le forme congenite, sia per le forme post-traumatiche.

Per raggiungere tale scopo, ILIZAROV ha “inventato” gli snodi che, pur nella loro semplicità, trasformano il suo apparato circolare in una vera e propria macchina biologica per la ricostruzione e correzione dell’apparato locomotore.